Festival danza OrienteOccidente

Dal 3 al 12 settembre

Sguardi all’orizzonte, per vedere dov’è il futuro

Nomadi

Anni di frontiera

L’artista è viaggiatore. La mobilità è tanto intrinseca al suo lavoro quanto imprescindibile. Lo è dalla notte dei tempi. Ma viaggiare è una necessità comune a tutti gli esseri umani. È la ricerca di un “altrove” possibile. Oggi, dopo lunghi mesi di isolamento e di privazione degli spostamenti, il viaggio assume un significato ancor più necessario. Non si tratta di abbandonare il mondo nel quale ci siamo sentiti imprigionati ma semplicemente di andare “al di là” della propria circoscritta umanità che la pandemia ha reso più stringente. Isolati, abbiamo avvertito più forte la necessità dell’incontro con l’altro, di conoscere nuovi orizzonti. Come gli artisti sentiamo urgente la voglia di vagabondare, di farci trasportare in luoghi diversi. Da qui l’idea di un programma contaminato da artisti che rifiutano di radicarsi in un’identità fissa, che amano esplorare, trasmettere, entrare in contatto con il territorio osmoticamente, per dare e ricevere conoscenza. Artisti desiderosi di lottare, denunciare e di recuperare l’istintività del contatto, peculiare nell’arte della danza.

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All’interno del ampio programma del Festival vogliamo segnalare lo spettacolo 

DIPTYCH: THE MISSING DOOR AND THE LOST ROOM della compagnia Peeping Tom (Belgio).

L’evento si terrà al Teatro Zandonai di Rovereto il 6 e 7 settembre ore 20:30.

Da quest’anno Oriente Occidente attiva una nuova sperimentazione per rendere accessibile attraverso audiodescrizione lo spettacolo Diptych: The missing door and The lost room della compagnia Peeping Tom ad un pubblico di persone con disabilità visiva.

Saranno disponibili anche programmi di sala a caratteri ingranditi e in braille.

L'audiodescrizione, l'audiointroduzione dello spettacolo e i materiali sono realizzati grazie alla collaborazione con Associazione Fedora, WordUp e ABC Irifor del Trentino.


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